Chi siamo
Siamo una Loggia massonica che lavora a Genova, nella Casa Massonica di Via Malta, sotto l'obbedienza della Gran Loggia Regolare d'Italia. Il nostro nome viene da una stella — e da una stella prende forma anche il modo in cui intendiamo il lavoro: una luce che si segue, passo dopo passo.
Il nome e la stella
Aldebaran è la stella alfa della costellazione del Toro, la quattordicesima per luminosità del cielo notturno. Il suo nome viene dall'arabo al-dabarán, «la seguace»: sorge inseguendo le Pleiadi, e da questa luce arancione — dispari fra le bianche del Toro — prende nome la nostra Loggia.
Le tradizioni più antiche le riconoscono uno sguardo. Le quattro Stelle Reali di Persia — Aldebaran, Regulus, Antares, Fomalhaut — sorvegliavano i quattro quadranti del cielo. Aldebaran custodiva l'Oriente: la soglia da cui ogni giorno torna la luce. Per gli Egizi era l'occhio di Horus, che vede e che misura.
Le origini
Aldebaran 13 ha innalzato le proprie Colonne il 5 maggio 1994, nella Casa Massonica di Genova, in Via Malta 4/6. È una stagione di passaggio: quando il cielo notturno cede il proprio quadrante alle stelle dell'estate e la luce comincia a prevalere sul buio. Da allora la Loggia tiene i propri lavori in quella sede, raccogliendo Fratelli che scelgono di percorrere insieme un cammino di ricerca e di crescita interiore.
Il numero XIII
Il numero XIII non è un capriccio numerologico, ma un segno. Nella tradizione esoterica è la cifra della trasformazione — di ciò che muore per dare luogo a una forma più alta. Ogni Fratello che entra in queste Colonne accetta, almeno simbolicamente, di percorrere quel passaggio: lasciarsi alle spalle la pietra grezza, e seguire — come Aldebaran segue le Pleiadi — la propria luce-guida.
L'obbedienza
La Loggia Aldebaran 13 lavora all'obbedienza della Gran Loggia Regolare d'Italia (GLRI), nel solco della Massoneria regolare e dei suoi principi: la fede in un Principio Creatore, il lavoro sui volumi della Legge Sacra, la pratica della fratellanza e della tolleranza, la riservatezza dei lavori.
Lo stemma della Gran Loggia Regolare d'Italia raffigura lo scudo con la Squadra, il Compasso e il Libro della Legge Sacra, sostenuto da due figure alate, segno dell'armonia tra la legge e la verità.
Cosa significa lavorare insieme
Il lavoro vero è interiore, e si riconosce dal segno che lascia sulla persona prima ancora che sull'opera. Misurare, levare, costruire: chi muove i primi passi intraprende il viaggio dello studio — le arti che educano la mente, gli strumenti che educano la mano. Si apprende ripetendo, si ripete per affinare, si affina per dare forma a ciò che, da grezzo, chiede di diventare squadrato.
Senza il cuore, però, la mano costruisce vuoto. È il centro che riconosce l'altro come simile a sé: ascoltare prima di rispondere, sentire prima di giudicare. Questo è il filo che unisce, tornata dopo tornata, chi siede sotto la volta stellata della nostra Loggia.